Leonardo Cavalluzzi: design e sostenibilità

Episode 2 January 22, 2025 00:21:12
Leonardo Cavalluzzi: design e sostenibilità
Surfin' Plastic
Leonardo Cavalluzzi: design e sostenibilità

Jan 22 2025 | 00:21:12

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Show Notes

Il giovane designer milanese Leonardo Cavalluzzi ci porta alla scoperta del mondo del design, tra bellezza e sostenibilità.

Canzone di sottofondo: TrackTribe - Hotlanta

Voci: Davide Nicolini, Mattia Frascio, Leonardo Cavalluzzi

Montaggio: Riccardo Novaro

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Episode Transcript

[00:00:03] Speaker A: Benvenuti a Surf in Plastic. [00:00:09] Speaker B: Per un mondo più pulito, surfando con il rock. Buongiorno e bentornati a Surf in Plastic, il podcast che parla di sostenibilità. Io sono Davide. [00:00:28] Speaker A: Io sono Matt. [00:00:30] Speaker B: Quest'oggi abbiamo il piacere di avere con noi un ospite veramente speciale, si chiama Leonardo, è un giovane designer, viene da Milano, ha già un grande background. Ho avuto il piacere di conoscere il suo lavoro durante la Genova Design Week di un paio di mesi fa e raccontaci un po' il tuo background. [00:00:52] Speaker C: Ciao a tutti. Io sono un giovane designer di 25 anni. Ho studiato design del prodotto industriale e poi ho seguito un master in digital art direction. Subito dopo il master ho iniziato a lavorare per questo brand di occhiali, Streetwear. occhiali da sole che avevano una loro linea e sviluppano anche occhiali e collezioni per terzi quindi ho iniziato anche a interfacciarmi con diverse aziende grazie a questo lavoro nel mondo dell'occhialeria e adesso grazie appunto ad essere entrato nel mondo dell'occhialeria sto portando avanti un progetto di sostenibilità appunto che è anche il motivo per cui ci siamo conosciuti in cui riciclo il materiale, il grande scarto di materiale che viene prodotto giornalmente nel settore dell'occhialeria italiana che è uno dei più importanti. [00:01:38] Speaker B: Al mondo tra l'altro parlando prima di venire in registrazione abbiamo trovato questa affinità tra noi perché io e Mattia ci stiamo occupando di progettare un occhiale sensorizzato quindi abbiamo questa cosa in comune molto interessante innanzitutto parlavi di sostenibilità dei tuoi progetti Ma per te effettivamente cosa significa sostenibilità nella tua quotidianità? [00:02:05] Speaker C: Per me innanzitutto sostenibilità è una parola chiaramente molto abusata. Ci sono diversi tipi di sostenibilità, infatti poi ho visto che vedendo i miei progetti ti sei accorto anche che mi occupo di diverse accezioni di questo termine, però principalmente la sostenibilità, che è intesa come quella ambientale, è una parola che vuole indurre, diciamo, le persone comuni a compiere gesti quotidiani, piccoli gesti quotidiani, che possano essere benevoli, diciamo così, per l'ambiente appunto, per l'emissione di meno inquinamento per quanto possibile da ogni singola persona. e mi rendo conto che è utopistico parlarne perché chiaramente su 8 miliardi di persone evidentemente diversi hanno diverse abitudini, diverse culture, diversi anche modi di vivere quindi chiaramente metterci del suo va bene però è utopistico ancora quantomeno pensare che ognuno possa effettivamente contare per dare un contributo reale all'ambiente però essendo designer la sostenibilità noi andiamo a disegnare prodotti anche a progettare servizi che possano veramente favorire una sostenibilità massiccia ecco uno dei grandi temi. [00:03:17] Speaker A: È conciliare la sostenibilità diciamo ambientale con quella economica mi sembra che esatto e con la tua attività tu stia facendo un po' un passo in questa direzione. Ci vuoi raccontare un pochino effettivamente se sostenibilità secondo te o come lo stai conciliando con quello che deve essere poi anche la possibilità di sopravvivere in qualche modo? [00:03:38] Speaker C: Eh sì, dicevi bene appunto che sostenibilità economica e ambientale devono comunque in qualche modo andare di pari passo e oggi se vediamo per esempio i prodotti sostenibili, i packaging sostenibili o i servizi sostenibili molte volte costano di più di quelli appunto standard e quindi questo è chiaramente un problema perché non invoglia chiaramente neanche le persone a magari scegliere più consapevolmente un prodotto che è realmente sostenibile rispetto a uno che non lo è Ovviamente questo è dovuto anche dai tempi e dalla ricerca perché chiaramente anche per produrre un materiale più sostenibile ad oggi ci sono ancora costi elevati sia per tutto quello che riguarda la parte di recupero del materiale anche poi di trattamento. bisogna col tempo cercare di abbassare i prezzi poi chiaramente le istituzioni devono anche magari investirci di più su questo settore per poter anche rendere più sostenibile economicamente la sostenibilità ambientale però sì ecco l'aspetto economico è un punto secondo me tuttora critico per quanto riguarda creare la sostenibilità. [00:04:42] Speaker A: Ambientale Mi sembra che una delle strade che hai intrapreso è quella di usare la stampa 3D. Questo è un grande tema che abbiamo in comune con il progetto europeo in cui ci stiamo occupando con Davide. Qual è la tua esperienza con la stampa 3D? [00:05:02] Speaker C: Sì, io mi sono avvicinato innanzitutto in ambito accademico, ho fatto dei diversi laboratori, anche esami che riguardano l'additive manufacturing e poi anche nel mio lavoro di eyewear designer ho fatto molta prototipazione in stampa 3D, quindi mi sono occupato di disegnare e stampare prototipi di occhiali, ho anche una stampata 3D a casa quindi anche a livello lobbystico mi tengo impegnato con questo mezzo da diversi anni ormai e proprio da qui nasce in realtà il mio progetto perché mettendo insieme quello che era il mio lavoro con quello che è appunto il mio hobby, diciamo, della stampa 3D quindi l'occhialeria, specialmente l'occhialeria, gli occhiali in acetato e la stampa 3D conoscendo che non ci fosse un materiale come l'acetato all'interno della stampa 3D mi sono detto ma perché non poter recuperare questi scarti che vi assicuro che sono imponenti se voi vedete una fabbrica nel veneto di occhialeria anche banalmente una piccola fabbrica artigianale gli scarti veramente di acetato sono sono chili e chili al giorno si parla di tonnellate al mese io sapevo che questo materiale non era presente nella stampa tedesca o quantomeno a livello commerciale non era molto conosciuto e allora ho iniziato a fare esperimenti grazie a un'azienda che ho conosciuto che ha apprezzato questo progetto e ci ha visto lungo e come ti dicevo prima il costo anche per poter processare per fare ricerca anche perché tante volte non basta solo prendere lo scarto e fonderlo perché magari dà diversi problemi quindi c'è anche bisogno di una ricerca a caso è anche un materiale che in letteratura scientifica diciamo si dice poco e niente perché è uno di quei materiali un po' rognosi quindi ti dico che anche appunto dal punto di vista ricerca è stato costoso in termini di tempo e risorse per poter arrivare a un risultato e però sono arrivato al risultato stampabile di questo filamento in acetato di cellulosa riciclato Quindi. [00:06:57] Speaker A: Come hai individuato, un po' quasi come percursore sui denti, la stampa 3D come metodo per processare un materiale recuperato. [00:07:06] Speaker C: Sì, è un metodo alternativo per portare un materiale che all'interno di questo settore che è della stampa 3D non era presente, praticamente si parla solo di occhialeria ad oggi perché anche per quanto riguarda le plastiche iniezioni l'acetato non viene minimamente calcolato perché ci sono dei polimeri che costano di meno ci sono dei polimeri che hanno delle altre caratteristiche mentre portando questo materiale nella stampa 3d si aprono anche nuove applicazioni ed è interessante per questo secondo me il mio progetto Quindi. [00:07:34] Speaker A: Ricapitolando un po', c'è stato un po' di curiosità personale, un po' di iniziativa infinitoriale e poi tanta tanta fantasia, perché qua poi lascio parola a Davide e più il suo settore. Sei riuscito a unire, diciamo, un aspetto tecnico con un aspetto molto creativo, giusto Davide? Ci racconti tu qualcosa che sei più l'esperto come speaker, diciamo? [00:07:58] Speaker B: Ma assolutamente la cosa che mi ha subito interessato di Leonardo e il motivo poi per cui l'abbiamo contattato dopo la Genova Design Week è come si è riuscito effettivamente ad unire un aspetto ormai contemporaneo e molto utilizzato come quello della stampa 3D con l'aspetto di sostenibilità che come dicevi prima Leonardo ormai sembra quasi essere utilizzato a sproposito da tantissimi progettisti e non solo per quasi autovendere la propria persona, poiché si sa che la sostenibilità fa sempre rumore, fa sempre audience, quando in realtà poi di sostenibile c'è veramente poco. In questo caso invece vediamo come la creatività può essere un veicolo per arrivare effettivamente a un prodotto a un prodotto sostenibile ma scorrendo il tuo portofoglio comunque il tuo sito che invito comunque gli ascoltatori a visitare ho visto numerose anche altri progetti che hanno la sostenibilità come collante tra la tua creatività e la tua ragione interiore scrivi nel sito per esempio ti chiedo se puoi spiegarmi un po' meglio un progetto nome quindi il. [00:09:10] Speaker C: Data watch Sì, ci tengo molto a questo progetto perché è stato il mio progetto di tesi. Praticamente seguivo questa traccia che si chiama Cognitive Sustainability, questo è un altro aspetto appunto, come dicevamo, della sostenibilità. Si parla in questo caso di sostenibilità, di economia dell'attenzione, mettiamola così. Ad oggi siamo circondati, qua vedo un monitor, telefoni, da diversi schermi, insomma, che richiedono costantemente la nostra attenzione. quindi tutta questa pervasività della tecnologia digitale contemporanea sta diventando un problema mi sono interessato a questa piccola nicchia del design del prodotto che si chiama Calm Technology, quindi tecnologia calma in cui si progettano degli oggetti che poi sono sostanzialmente smart perché hanno delle funzioni che però non richiedono la tua attenzione primaria e quindi chiaramente l'attenzione visiva ma l'attenzione cosiddetta periferica, quindi oggetti diciamo che per comunicare sfruttano gli altri sensi, che possono essere appunto le vibrazioni, quindi il tatto, il suono, oppure anche, poi si parla, ci sono dei progetti dell'MIT per esempio che sfruttano tipo la propria occezione, sensi nel vero senso della parola, ecco, scusate il gioco di parole. e io ho progettato questo orologio che a vederlo sembra un orologio automatico di quelli classici, non è uno smartwatch, non ha uno schermo comunica solo tramite piccole vibrazioni quello che deve comunicare e ha, mettiamola così, un contachilometri nel senso che le lancette quando non fungono da orologio quando si richiede la funzione appunto di data watch, che adesso ci arriviamo a che cos'è si posizionano come un contachilometri per farti capire un grafico molto semplice di quello che è la funzione la funzione è il data watch che misura il tuo livello di privacy mi spiego meglio, l'orologio si collega al tuo smartphone, al tuo tablet, al tuo computer va a vedere tutti quelli che sono i cookies che tu hai accettato quando navighi nel web e va praticamente a calcolare il tuo livello di privacy e quindi si attiva questo contachilometri che da 1 a 100 ti segnala quanti dati tu stai effettivamente condividendo con aziende terze, con diversi enti che appunto sfruttano i tuoi dati per semplicemente magari visitare un sito. Quindi questa è la parte anche più centrale del mio progetto, che è l'attenzione alla privacy online. Sappiamo che appena visitiamo un sito anche solo per una ricerca immagini accettiamo centinaia di cookies e diamo dati sensibili personali a diversi appunto utenti e parti terze quindi Mi rendo conto che è un progetto molto di nicchia, anche perché è un problema che non si percepisce. Essendo invisibile, tante volte sono problemi che non si percepiscono, però dobbiamo sapere che la nostra privacy online è chiaramente messa a rischio giornalmente. Quindi questa è l'altra parte di sostenibilità di cui mi sono occupato. [00:12:05] Speaker B: E anche questo, perdonami non mi ricordo, l'hai stampato in 3D sempre con la stampa 3D o ha un'altra tipologia di produzione? [00:12:12] Speaker C: No, questa è un'altra tipologia di produzione, ho fatto comunque il prototipo in stampa 3D dell'orologio per verificare appunto le dimensioni, l'usabilità però qui ci si collega anche in una piccola parte alla sostenibilità ambientale perché Gli smartwatch sappiamo che hanno un'obsolescenza programmata, quindi dopo due anni sappiamo già che dobbiamo comprare il nuovo Apple Watch perché il vecchio inizia già a darci problemi. Io mi sono rifatto a quello che è l'orologio analogico quello automatico che si carica col movimento del polso, quindi ho messo le minime funzioni basiche per comunicare, quindi il sensore bluetooth, il giroscopio, l'accelerometro, comunque hardware che non diviene vecchio nel tempo, un hardware che resiste, e questi li ho incapsulati all'interno di un orologio che effettivamente è un orologio meccanico, quindi che si ricarica col movimento del polso. [00:13:07] Speaker B: E quindi tra le varie tue referenze insomma per i progetti che hai fatto ci daresti un po' una tua versione di cosa voglia dire essere designer di sostenibilità nel senso chiunque secondo te faccia progetti è tenuto a tenere in considerazione questo aspetto ormai così contemporaneo e così. [00:13:31] Speaker C: Tanto sfruttato Penso di sì, perché essendo il designer una figura che appunto, come dicevo prima, va a progettare prodotti e servizi che vanno poi a migliorare la qualità della vita delle persone anche quotidianamente, chiaramente siamo arrivati a un punto in cui l'attenzione all'ambiente, l'attenzione alle meno emissioni è fondamentale e cruciale, quindi non si può pensare ad oggi di progettare un qualcosa che ha un impatto negativo dal punto di vista ambientale. Ci sono dei progetti che per forza di cose tutt'oggi devono inquinare, perché ad oggi non possiamo vivere in una favola dicendo che possiamo fare tutto con l'energia solare, che possiamo avere tutto con l'energia rinnovabile, sappiamo che non è ancora così. però grazie al design dobbiamo arrivare al punto tale in cui non ci servirà più il petrolio, non ci servirà più il carbone non ci serviranno più certi aspetti che ad oggi sono negativi certe abitudini, certi prodotti e certe materie prima si creavano oggetti in plastiche che sono considerate oggi oltre che a impatto molto negativo ma anche tossiche dobbiamo continuare con questo trend e quindi mi sento di dire che comunque l'attenzione va messa poi che non si possa avere il progetto del secolo che tutti ci aspettiamo che non consumi nessun tipo di energia o che vada ad acqua chiaramente è impossibile però l'attenzione quantomeno va messa E un'ultima. [00:15:02] Speaker B: Domanda, un'ultima curiosità che ho, guardando i tuoi lavori, i tuoi progetti, mi sono appassionato tantissimo, soprattutto a livello di forme, della tua seduta feri. [00:15:11] Speaker C: Sì. [00:15:12] Speaker B: Parli nel tuo sito anche lì di sostenibilità. Raccontami un pochettino com'è nata, da che concept l'hai poi progettata e in cosa c'è sostenibilità in questo progetto. [00:15:25] Speaker C: Anche quel progetto è nato in ambito accademico, è stato più un esercizio di stile appunto, infatti ha delle forme molto pronunciate, molto così dire postmoderne. Si parla di sostenibilità perché la struttura è fatta in tubi di acciaio e in una rete metallica che hanno una forte durabilità nel tempo. La rete metallica è una rete metallica che viene da riciclo e quindi ho creato questa struttura che possa essere anche attrattiva a livello appunto estetico per poter comunicare che il materiale durabile, il materiale riciclato sono anche belli e quindi ci ho messo molto più comunicazione in questo progetto. L'obiettivo era appunto comunicare che la sostenibilità e i materiali sostenibili sono esteticamente validi. e quindi ad oggi magari un difetto di alcuni materiali riciclati è che possano essere definiti non belli esteticamente, mentre invece tante volte è proprio il contrario. [00:16:21] Speaker B: Potremmo utilizzarlo un po' come slogan di fine chiacchierata che sostenibile è bello nel senso che sostenibile è bello non solo la condivisa concettuale ma sostenibile è bello anche nelle forme anche nel progetto nel prodotto nella fase anche creativa del designer avere attenzione e poter poi alla fine dire ok ho portato a casa il risultato che è bello ma è anche sostenibile quindi al doppio della soddisfazione immagino sia per il fruttore ma anche per. [00:16:49] Speaker C: Chi lo progetta esattamente mi sento solo di aggiungere che deve essere un bello vero e non di facciata appunto come dicevi che molti abusano di questo termine sappiamo del greenwashing che è questa pratica criminale praticamente perché va anche a indurre i consumatori magari l'azienda diciamo porta avanti pratiche sostenibili quando in realtà non è così e questo va anche a minacciare un po' quella che è la vera sostenibilità perché poi i consumatori si rendono conto o pensano per pregiudizio che magari tutto ciò che è sostenibile in realtà sia falsamente sostenibile quando no ci sono veramente dei progetti che merita Mi sembra. [00:17:27] Speaker A: Che sia chiaro che tu sia un innovatore, un curioso, un pioniere, uno sperimentale diciamo. Quindi ti volevo chiedere prima di salutarci, da un lato ti volevo chiedere se con te sono effettivamente dei materiali con cui si potrebbe in qualche modo ridurre l'uso della plastica. e, eventualmente, anche il processo. Secondo te, se nel caso, come si chiama la plastica, se la stampa 3D possa essere una risposta, oppure come trend, come curiosità, come strade possibili, hai qualcosa che ti sta incuriosendo di diverso. [00:17:58] Speaker C: Ma allora, partendo dalla prima parte della domanda, io non sono una di quelle persone che vuole bandire la plastica, che è contro la plastica, che appena si dice plastica si dice demonio. Perché in realtà, se ci pensiamo, la plastica è un materiale molto intelligente. siamo noi che lo usiamo in maniera sbagliata. Quando noi facciamo i piatti, le posate monouso, i bicchierini monouso, quando incartiamo una sola carota in un cellophane, chiaramente questo è un uso stupido della plastica. La plastica è un materiale che si presta a diverse applicazioni che possono essere molto durevoli. In più, la maggior parte delle plastiche possono essere riciclate, anche più volte. Bisogna solo spostare l'utilizzo della plastica. La plastica è un materiale anche molto tecnico. Ci sono delle plastiche che possono essere usate a cento e più gradi. Ci sono dei materiali che derivano dalla plastica, che sono molto termici e tecnici, che sono usati per diverse applicazioni industriali, anche importanti. Quindi sicuramente noi dobbiamo solo capire che il modo in cui usiamo la plastica ad oggi è sbagliato. Per quanto riguarda la stampa 3D, principalmente nella stampa 3D si usa il PLA, che è comunque una plastica biodegradabile. Poi chiaramente dobbiamo capire che la biodegradabilità non è che se noi buttiamo un oggetto in PLA per terra questo sparisce. La biodegradabilità e anche la compostabilità sia in certe particolari condizioni, quindi questo è ancora un po' magari da capire. però è comunque già un materiale, già una bioplastica. Poi si usano anche altre plastiche come il PETG, come anche il PMMA, e anche altre plastiche che magari derivano da riciclo, anche plastiche tecniche, quindi magari come il nylon. E la stampa 3D, diciamo, dà l'opportunità di usarle per diverse applicazioni, amplifica le applicazioni d'uso di questo materiale. però vedo anche che si stanno sviluppando diverse diverse plastiche anche da origine totalmente naturale anche per esempio il pha che è una plastica che deriva da dei microrganismi ci sono anche delle plastiche che derivano dai funghi per esempio che ad oggi sono ancora molto costose quindi poco usate però si stanno sviluppando chiaramente ci sono alcune plastiche come l'ABS che sono anche tossiche che possiamo tranquillamente sostituire però non sostituire... diciamo che il messaggio non deve essere che dobbiamo bandire totalmente la plastica ci sono alcune plastiche sì che chiaramente magari possono essere sostituite con plastiche di origine naturale chiaramente sì Grazie mille. [00:20:34] Speaker B: Leonardo che da Milano sei sceso giù fino a Genova per incontrarci e per dedicarci questo tempo. Avremo sicuramente modo di rincontrarci e magari collaborare. [00:20:48] Speaker C: Molto volentieri. Grazie mille a tutti voi. [00:20:51] Speaker A: E lasciamo naturalmente in descrizione il link del sito e dei progetti di cui raccontato oggi e anche della canzone che avete ascoltato in sottofondo durante la puntata. [00:21:03] Speaker B: Grazie e alla prossima puntata di Surf in Plastic.

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